Di Giuseppe Morici

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Il titolo del libro di Giuseppe Morici, Presidente Regione Europa gruppo Barilla, è provocatorio e, da esperto del settore, efficace.

Dalla quarta di copertina leggiamo: Cosa ha trasformato il marketing da uno dei mestieri più affascinanti a uno dei più discussi del mondo? Perché quando si vuole indicare un’operazione di pura facciata, senza alcuna sostanza, la si indica come un’operazione di “puro marketing”? Esiste una visione del marketing compatibile con la nostra società e le nostre esigenze attuali?

Indubbiamente il marketing, come disciplina, e chi con esso ci lavora, non ha una grande reputazione e Morici lo sa bene, motivo per cui sceglie un titolo così provocatorio. Allo stesso tempo l’autore vuole anche porsi un impegno, suscitare delle domande e cercare di dare una risposta.

Ma a quale marketing ci stiamo riferendo e soprattutto è davvero possibile rimanere “brave persone”? Il libro, scorrevole e ben scritto, è pieno di riflessioni e spunti interessanti (anche per chi il marketing lo conosce molto bene), e analizza con efficacia la distinzione tra buon marketing e cattivo marketing, e prima ancora il significato dell’associare un aggettivo di valore al concetto di marketing.
In questo settore esistono due poli opposti: da un lato gli esaltati del marketing e, dall’altro, chi vede il marketing come un’attività di persuasione occulta. Nella visione proposta dall’autore, il marketing supera la sua dimensione puramente economica per diventare una funzione responsabile e generativa per la società e per la vita delle persone, nella loro ricerca di senso, nei loro sogni, nei loro progetti. In questo senso il buon marketing è una narrazione alle persone come esseri umani facendo sì che aderiscano alla narrazione e scelgano con consapevolezza e coinvolgimento.

Per raggiungere questo obiettivo è però necessario che chi si occupa di marketing non si accontenti di gestire solo gli aspetti razionali della comunicazione, ma adotti anche gli strumenti di base della narratologia e le conoscenze di base di analisi della personalità e della psicologia umana.

E soprattutto è necessario che nell’occuparsi della “poetica” del marketing, ossia del come costruire un marketing efficace, non si perda mai di vista “l’etica” del marketing, ossia il senso complessivo profondo di ciò che si fa per l’uomo e per la società.

Un approccio moderato, rispettoso e discreto, compatibile con lo sviluppo della nostra economia dei consumi e con la maturità del dialogo tra le persone e le marche. Un’attività lungi dall’essere dannosa, invasiva e manipolativa, spiega Giuseppe Morici.

a cura di Francesca Delli Carri

 

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