Di Hermann Hesse

siddharta

“E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita. E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume... allora il grande canto dalle mille voci consisteva in un’unica parola... la perfezione”.

Siddharta di Hermann Hesse non è altro che un romanzo che parla della ricerca di qualcosa che sembra essere là fuori, nel mondo, ma che alla fine alberga dentro di noi. Una storia di formazione e di crescita che ruota attorno ad un ragazzo indiano, Siddartha, che si incammina nell’India del VI secolo assieme al suo amico Govinda.

Siddharta è uno che cerca, e che fa di tutto per vivere pienamente la propria vita, lo si capisce fin dall’inizio. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille forme.

Siddartha e Govinda iniziano il loro percorso, fatto di prove e difficoltà, incontri e scontri, lezioni di vita e cocenti delusioni. Sono molte le vicende che affronta, ognuna con un suo preciso significato e punto di partenza per una riflessione ben più ampia del contesto contingente. Da ognuno Siddharta dovrà trarre insegnamenti, e combinare questi ultimi con i ricordi e le immagini apparentemente dimenticate della sua infanzia, del rapporto conflittuale con il padre, eccetera. 

Hermann Hesse esprime così il bisogno di conoscere non solo il mondo circostante, ma anche e soprattutto quello interiore, attraverso un percorso spirituale e fisico che conduce a sé stessi. 

“A volte percepiva, nelle profondità dell’anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch’egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una vita strana, che faceva cose ch’erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo”

Non esiste persona al mondo che leggendo queste righe non si senta in qualche modo presa in causa, o che non abbia mai fatto, in un modo o nell’altro, le stesse riflessioni di Siddharta. La ricerca dell’IO che compie il protagonista non è altro che la ricerca di sé stessi. È la nostra forza interiore che ci sostiene e può farci raggiungere il nostro obiettivo, aggiungendo poi un altro importantissimo monito: la saggezza non si insegna e non si può trasmettere. Essa è un traguardo fatto di mille ostacoli, diversi per ognuno di noi, che può essere solamente raggiunta e mai donata.

Siddartha di Herman Hesse è un omaggio all’animo umano, alla sua costante sete di conoscenza, nonché al suo continuo evolversi e trasformarsi. Un piccolo gioiello che merita di essere letto e riletto e che può insegnarci molto ancora oggi, anzi oggi più che mai.

a cura di Francesca Delli Carri

 

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