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Il voto politico: che tipo di scelta è?

Quali sono i processi cognitivi che ci fanno scegliere chi votare?

A un mese dalle elezioni politiche italiane e senza ancora un governo formatosi, ci chiediamo, lungi dall’esprimere o suggerire una preferenza politica, quali siano i processi mentali che spingono ogni quattro anni ognuno di noi a recarsi alle urne con in mente una scelta.

La psicologia politica e comportamentale si occupa, fra le altre cose, anche di studiare gli aspetti coinvolti nella scelta politica, nel voto e nell’astensione. Secondo alcuni studi di questo settore (Caprara, Barbaranelli & Zimbardo - 1999) ciò che emerge della modernità è la sempre minore importanza che viene data alle ideologie. Un tempo erano i valori e gli interessi delle classi sociali a orientare una scelta politica, e l’influenza mediatica era meno incisiva rispetto a oggi. Questo permetteva di costruire una decisione più “razionale” e ponderata, frutto di alcune evidenze o di esperienze dirette.

Oggi, invece, sembra che il processo di voto sia influenzato principalmente dalle caratteristiche del candidato e che la scelta passi attraverso un canale mediatico che frammenta le informazioni rendendole spesso confuse e contrastanti.

In tutto questo i social network hanno un’importanza cruciale, e il passaparola online (con la diffusione di news senza un reale approfondimento) spinge l’elettorato a sostituire i processi razionali di una volta con processi più approssimativi, prediligendo delle scorciatoie di pensiero; queste scorciatoie si chiamano tecnicamente “strategie cognitive brevi” e vengono utilizzate principalmente quando si hanno pochi dati a disposizione per poter fare delle valutazioni precise.
I processi messi in atto, quindi, risultano essere guidati prevalentemente da impressioni emotive, simpatia e fiducia oppure dalla volontà di allontanare candidati che suscitano antipatia e incertezze.

Ecco che il candidato, in questo quadro, è fondamentale: da politico diventa vero e proprio “personaggio”, che deve giorno per giorno accattivarsi il pubblico, apparire simpatico e affascinante. I tratti che più lo rendono piacevole, secondo gli studi sopra citati,
sono l’energia e i modi amichevoli, piuttosto che altre dimensioni della personalità ben più importanti per affidargli razionalmente il governo del proprio paese.

Un altro fattore coinvolto nel processo decisionale è la presunta approvazione da parte delle persone importanti. Non a caso abbiamo assistito durante l’ultima campagna elettorale a una corsa in cerca dell’appoggio di figure per definizione “affidabili” e autorevoli, o di influencer, o di personalità di spicco, anche a-politiche.

In ogni caso, la scelta di voto è solo una delle tante scelte che ci troviamo a fare nel corso della vita, e analizzarne l’origine e riflettere sulle dinamiche che ci portano a prendere delle decisioni, ci può essere utile in qualsiasi aspetto del quotidiano. Il punto essenziale è prendere atto in modo razionale di quello che spesso, dentro di noi, avviene in modo emotivo e impulsivo.

Tiziana Recchia

10/04/2018 • © RIPRODUZIONE RISERVATA
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