Imparare a sfoltire la rubrica.

Chi conosciamo davvero? Di chi vale la pena approfondire la conoscenza?

C’è chi è più introverso e impiega molto tempo a conoscere gli altri, c’è chi seleziona attentamente le persone con cui instaurare un rapporto di amicizia, e c’è chi attacca bottone con estrema facilità con chiunque. Ad di là delle singole personalità, l’essere umano è, come diceva Aristotele, un animale sociale, che necessita dal profondo dell’interazione e della vicinanza dei suoi simili.

Oggi le modalità di interazione e di conoscenza dell’altro sono molto cambiati, inutile negarlo. Il virtuale si è in parte sostituito al reale, con le conseguenze che tutti conosciamo. Ma senza entrare nel merito del meglio/peggio, giusto/sbagliato, riscoprire la conoscenza (vera) dell’altro è senza dubbio un’attività stimolante e sorprendente.

Dopotutto la curiosità, caratteristica dell’essere umano, dovrebbe applicarsi anche alla conoscenza dell’altro, spingendosi al di fuori delle mura dei social network. Si tratta di piccoli gesti concreti che potremmo fare ogni giorno: andando in metropolitana, al supermercato, in treno, anche semplicemente togliendoci le cuffiette e mostrandoci ricettivi verso chi ci circonda. Ogni persona che ci passa accanto rappresenta una possibilità che ci viene data per alimentare la nostra “sana curiosità”.

Molti di noi sono talmente convinti di sapere quello che pensano gli altri, che preferiscono fare supposizioni sull’altrui pensiero, il più delle volte sbagliando, piuttosto che chiedere direttamente all’interessato, generando così una serie di equivoci sempre più grandi che portano frustrazione e rabbia, dovuta proprio all’incomprensione.

La conseguenza è che ci si isola, pensando di stare meglio da soli, anche se poi ci si rende conto che nemmeno da soli si trova il vero equilibrio.

Per tornare al titolo dell’articolo: nella vita si conoscono tante persone, si hanno tanti contatti telefonici, ma su quanti di quei numeri e nomi potremmo contare sul serio? Con quanti realmente parliamo? Di quanti di loro ci interesserebbe veramente la loro vita e il loro benessere?

L’esercizio di conoscenza dell’altro inizia proprio da qui: chiediamoci se è il caso di sfoltire la rubrica da qualche nome che non ci interessa più così tanto, e magari far posto anche ad una sola persona nuova con la quale instaurare una conoscenza fatta di reciproca autenticità, attraverso una comunicazione efficace.

La chiave della felicità, in fondo, è essere autentici.

Monica Bertini

19/07/2017 • © RIPRODUZIONE RISERVATA
Etichettato sotto life coaching emotività

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