La pareidolia: il potere della mente.

È il fenomeno che ci fa vedere “facce” negli oggetti e nella natura.

Quante volte vi siete fermati a guardare una nuvola cercando di scoprire la forma di un animale o i contorni di un volto?

Si tratta di un fenomeno istintivo, conosciuto come pareidolia, cioè la tendenza a vedere forme riconoscibili in ciò che ci circonda: cortecce d’albero, macchie di umidità, oggetti della vita quotidiana…
Considerata per molto tempo un segno di psicosi e instabilità, le ricerche di oggi spiegano in realtà che la pareidolia è dovuta molto probabilmente alla necessità che avevano i nostri antenati preistorici di riconoscere un eventuale predatore mimetizzato tra la natura: riuscire a collegare pochi elementi visibili per individuare un animale feroce era necessario alla sopravvivenza della specie.

L’altra spiegazione a questa illusione è che il cervello tende a ordinare ciò che è disordinato e casuale. Fatto sta che tutti, chi più chi meno, possiedono questa attitudine e la utilizzano quotidianamente, anche senza accorgersene.

Nella storia dell’arte molti artisti si sono divertiti a nascondere visi e personaggi all’interno delle loro opere. Una delle ultime scoperte riguarda il profilo di un demone nell’affresco di Giotto dedicato alla morte di San Francesco, dipinto all’interno dell’omonima Basilica di Assisi nel XIII secolo.

Nonostante si tratti di una facoltà congenita nell’uomo, il tipo di oggetti individuati dipende molto anche dalle esperienze pregresse e dalla cultura visiva personale. Non è un caso che volti di Cristo o della Madonna appaiano sui muri, sugli alberi, sulle piastre dei ferri da stiro e persino sulle fette di pane tostato solo alle persone particolarmente credenti.

In base a ciò che riconosciamo in una macchia si può dunque dedurre qualcosa anche della nostra personalità. Famoso è infatti il test della personalità dello psichiatra svizzero Hermann Rorschach: in esso l’osservatore deve dire quali immagini riconosce in dieci macchie di inchiostro simmetriche. (Segui questo link per scoprire di più sul test).

Un altro dato che emerge dagli ultimi studi è che la pareidolia è una attitudine psicologica più frequente nelle donne. In particolare si è visto che alcune aree, quelle legate all'affettività, si attivano in corrispondenza alla tendenza ad "antropomorfizzare" ciò che ci circonda, la pareidolia appunto. Questo in parte può essere spiegato per la tendenza del cervello femminile ad avere reazioni più forti in seguito a "informazioni sociali" come pianto, espressioni e movimenti.

Lo studio è anche un punto di partenza importante per capire il funzionamento del cervello e come esso attribuisca emozioni e caratteristiche a oggetti "inanimati".

Francesca Delli Carri

05/07/2017 • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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