“Maternity as a master”: l’innovativo progetto su lavoro e maternità

Essere mamme come una nuova competenza da mettere in campo.

«Insieme abbiamo deciso di sfidare uno degli stereotipi più dannosi per l’economia del 21esimo secolo: quello che fa della maternità un punto di debolezza nel lavoro delle donne». Questo il punto di partenza di Riccarda Zezza, autrice di “MAAM ” (Maternity as a master > link), un percorso digitale dedicato a chi lavora e ha figli piccoli o sta per averne.

La maternità vi sembra un momento di stand-by nella vita di una donna, in cui tutto si ferma per dare spazio esclusivamente al nascituro? Niente di più sbagliato!

MAAM nasce dall’idea che essere madri costituisce un plus e fa acquisire determinate competenze applicabili anche nel contesto lavorativo. Una di queste è sicuramente la cura: se impari ad avere cura dei tuoi figli, sostiene Riccarda Zezza, allo stesso modo puoi avere attenzione per i tuoi collaboratori e per i tuoi clienti.
Non solo: quando nasce un figlio si inizia subito a prendere decisioni, e la maternità diventa così una palestra di scelte continue, piccole e grandi. Si sviluppano inoltre capacità organizzative e di approccio pragmatico alle complessità, ci si scopre più capaci di motivare gli altri e farli collaborare secondo una visione condivisa. Nella sfera delle relazioni migliorano le capacità di ascoltare, comunicare e di convincimento. Con un po’ di pratica si impara che si diventa più convincenti quanto più si ascolta, e che anche le parole delle persone che hai intorno cambiano quanto più le ascolti.

La maternità è come aggiungere una sfera di vita in cui allenarsi. La relazione con il mondo cambia perché si modifica la visione temporale: improvvisamente quello che vedi nel mondo non si “ferma” più con te, ma si continua nella vita di qualcun’altro e diventa qualcosa di più a lungo termine.

Riccarda Zezza ha condotto delle interviste alle lettrici del Corriere della Sera, in cui ha chiesto com’è cambiato il loro rapporto con il potere dopo la maternità. Molte hanno risposto che prima non le interessava, mentre adesso vorrebbero averlo perché sono più interessate a quello che succede intorno a loro. Sembra quindi aumentare il senso di responsabilità e cambia anche la visione del mondo.

L’elemento fondamentale è che finalmente si è capito che nella società esiste un accumulo di ruoli: quanti più ne hai nella vita, e la maternità è uno di questi, tante più palestre hai dove allenare le tue competenze. Si è capito soprattutto che non per forza un ruolo, ad esempio quello della madre, entra in contrasto con altri.

Da tutte queste idee è nato Maam, un percorso che assume la struttura di un vero e proprio “master”, con 154 pagine di contenuti (circa 8 ore di training), organizzati in sezioni della durata di circa 20 minuti ciascuna. MAAM offre poi oltre 300 riflessioni e spunti che aumentano la consapevolezza sulle competenze che si stanno acquisendo, e l’accesso ad un network di colleghe e colleghi per condividere le riflessioni e organizzare incontri.

Lo scopo? Accompagnare neo o futuri genitori in questa fase della vita, aiutandoli a metterne a frutto il potenziale di miglioramento di competenze come l’ascolto, la gestione del tempo, la creatività, e mettendoli in contatto tra di loro.

 Tiziana Recchia

22/06/2017 • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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