Come farsi rispettare.

Troviamo il giusto equilibrio fra i due estremi: comportarsi in modo dispotico o troppo assertivo.

Capire come farsi rispettare da un uomo, da una donna, dal capo o dai compagni di scuola è il pallino di milioni di persone in tutto il mondo. L’impressione che gli altri si fanno di noi avviene spesso pochi istanti dopo il primo contatto ed è difficilissima da cambiare. Ecco perché è importante capire fin da subito come comportarsi per non farsi mettere i piedi in testa, cosa affatto facile.

Innanzitutto: sfatiamo il luogo comune del “devi essere più cattivo e spregiudicato”.
Un interessante studio ripreso dal Wall Street Journal ha dimostrato come le persone narcisiste e sgradevoli ottengano maggiori promozioni al lavoro e abbiano un reddito superiore alla media. Questo perché gli atteggiamenti tipici di queste persone sono percepiti inconsciamente come dimostrazioni di potere, ed essere visti come una persona potente è il modo più rapido per guadagnarsi il rispetto di molti (ma non di tutti!).

Peccato che atteggiarsi così lo si paghi a caro prezzo. Il rispetto guadagnato attraverso la prepotenza e il disprezzo delle comuni norme di convivenza, infatti, mette a rischio la vita relazionale e attecchisce solo su certe categorie di persone: individui relativamente poco istruiti e facilmente manipolabili.

Se quindi ambite a farvi rispettare da persone che voi stessi rispettate e ammirate, forse è il caso di percorrere una strada diversa.

Un secondo punto su cui riflettere è l’altruismo. Se è vero che gli spregiudicati sanno come farsi rispettare, in realtà le persone più ammirate (nello sport, nel lavoro, nella ricerca, nel business, etc.), hanno quasi tutte una caratteristica in comune: l’altruismo.

Questa “scoperta” è del Prof. Adam Grant, autore di Più dai, più hai. Nel corso dei suoi studi, condotti in diversi ambiti lavorativi e non, Grant ha individuato 3 stili di interazione delle persone:
- gli altruisti: coloro che tendono a dare di più di quanto ricevono in cambio.
- gli egoisti: coloro che cercano di prendere dagli altri quanto più possibile, dando il minimo indispensabile.
- i neutri, ovvero la maggioranza delle persone, che danno e ottengono in egual misura.

Ciò che sorprese Grant, però, fu scoprire che la categoria degli altruisti è presente in modo massiccio negli alti ranghi di aziende e organizzazioni, facendo intuire che mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie conoscenze e pensare al prossimo paghi sia in termini di stipendio che di posizioni di leadership.

Tutto ciò è certamente vero all’interno però di certi limiti. Grant infatti ha scoperto che gli altruisti sono molto presenti anche nella parte “bassa” della classifica, ovvero il gruppo di persone che ha stipendi mediamente inferiori agli altri e non ottiene promozioni. Ciò vuol dire che se è vero che dare contribuisce a farci guadagnare il rispetto degli altri, è altrettanto vero che alcune persone sono troppo altruiste, finendo per esaurirsi o per essere sfruttate dagli egoisti.

Quindi ricapitolando: dovete essere sgradevoli, ma non troppo; anzi no, dovete essere altruisti, ma non troppo…se vi siete persi è perché vi manca il terzo consiglio: trovare il giusto equilibrio. Comportarsi in modo troppo aggressivo o assertivo, come visto, può funzionare solo in parte e solo con certe categorie di persone. Questi comportamenti sono solo delle toppe momentanee senza nessun risultato a lungo termine.

La via efficace è il giusto equilibrio fra “amabilità” e “competenza”, due concetti coniati dalla psicologa americana Amy Cuddy. L’amabilità viene definita come il livello di simpatia, gentilezza, cordialità e affabilità di una persona: ad un estremo abbiamo le persone “fredde“, all’altro estremo le persone che possiamo definire “calde“.
La competenza invece è la variabile che descrive il grado di conoscenza di uno specifico argomento: ad un estremo abbiamo le persone “incompetenti“, all’altro estremo le persone “competenti“. Come dimostrato dalla Cuddy, coloro che guadagnano il nostro rispetto hanno sempre un grado di amabilità elevato (sono persone “calde”) e un livello di competenza altrettanto alto (sono persone “competenti”).
Chi sa davvero come farsi rispettare ha dunque trovato il giusto equilibrio tra due variabili: amabilità e competenza.

Fonte: link.

 Monica Bertini

08/06/2017 • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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